giovedì 19 gennaio 2012

Silvia. Berlino. Germania.


Skalitzer straße. C'è un imbiss, uno di quei posti un po' precari dove si mangiano cose grasse, unte, decisamente insalubri.
Siamo lì davanti, ci sbirciamo dentro, e dentro c'è una donna anziana. È raro vedere anziani a Berlino. E noi ci diciamo: chissà quante ne ha viste. Avrà visto la seconda guerra mondiale. Avrà visto la divisione di Berlino. Avrà visto chissà quante cose.
Due mesi dopo, al museo di Kreuzberg, passiamo da una foto all'altra. Le didascalie in tedesco, le lotte per la casa, e la lotta alla droga, che non è più allo zoo, ma tutta lì, a Kottbusser Tor, o Kotti, come dicono qua.
E c'è una foto soprattutto, e i nostri occhi si granano, diventano enormi. C'è Skalitzer straße nel 1968, e c'è un imbiss. Montag geschlossen, dice il cartello appeso lì fuori. E c'è una donna con i capelli scuri. Lei è Anni, ci dice la didascalia, e ha aperto quell'imbiss dopo la fine della guerra. Imbiss am Kotti, si chiama così. E da allora ogni giorno, tranne il lunedì, Anni è stata in Skalitzer straße a vendere panini ed è diventata una delle istituzioni di Kreuzberg.
E un giorno Anni fu lì anche per noi, e mangiammo insalata di patate. Le chiedemmo: lei è Anni? Sì, rispose. Chissà quante ne ha viste, avrà visto chissà quante cose, ci dicemmo di nuovo.

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