Skalitzer straße. C'è un imbiss, uno
di quei posti un po' precari dove si mangiano cose grasse, unte,
decisamente insalubri.
Siamo lì davanti, ci sbirciamo dentro,
e dentro c'è una donna anziana. È raro vedere anziani a
Berlino. E noi ci diciamo: chissà quante ne ha viste. Avrà visto la
seconda guerra mondiale. Avrà visto la divisione di Berlino. Avrà
visto chissà quante cose.
Due mesi dopo, al museo di Kreuzberg,
passiamo da una foto all'altra. Le
didascalie in tedesco, le lotte per la casa, e la lotta alla droga,
che non è più allo zoo, ma tutta lì, a Kottbusser Tor, o Kotti,
come dicono qua.
E c'è una foto soprattutto, e i nostri
occhi si granano, diventano enormi. C'è Skalitzer straße nel 1968,
e c'è un imbiss. Montag geschlossen, dice il cartello appeso lì
fuori. E c'è una donna con i capelli scuri. Lei è Anni, ci dice la
didascalia, e ha aperto quell'imbiss dopo la fine della guerra.
Imbiss am Kotti, si chiama così. E da allora ogni giorno, tranne il
lunedì, Anni è stata in Skalitzer straße a vendere panini ed è diventata una delle istituzioni di Kreuzberg.
E un giorno Anni fu lì anche per noi,
e mangiammo insalata di patate. Le chiedemmo: lei è Anni? Sì,
rispose. Chissà quante ne ha viste, avrà visto chissà quante cose, ci dicemmo di nuovo.
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