domenica 8 gennaio 2012

Michele, Aralsk, Kazakhstan

Primo post,


e sono gia' in ritardo,
tra 57 minuti (mentre scrivo) è mezzanotte e rischio di sforare.


Devo ammettere che non ho ben compreso tutti i dettagli di 7worlds7words,
ma il progetto mi piace e mi ci butto a capofitto :-)


L'invito ricevuto dal Lettore mi chiede di parlare di viaggi, fotografia, video e, perché no, di biciclette (anche perché io mi trovo qui dentro proprio per colpa e grazie alle bici).


Allora comincio con un tema che mi ronza in testa da svariati mesi: il Lago d'Aral, o Mare d'Aral, come lo chiamano in Asia Centrale.


Il Mare d'Aral è quasi scomparso, quello che era il quarto lago più grande del pianeta non esiste quasi più. Negli ultimi quaranta anni ha attraversato un processo di desertificazione inarrestabile che lo ha ridotto ad una frazione minima dell'estensione originaria.


La pagina di Wikipedia dedicata all'argomento racconta nel dettaglio la storia del disastro,
non mi dilungo oltre e vi racconto quello che, con Rachele, ho visto ad Aralsk, Kazakhstan,
nel mese di agosto 2011.


Vi lascio ad una breve selezione di foto accompagnate da una sintetica didascalia.




L'unico albergo ad Aralsk, sembra disegnato da David Lynch








Il Il centro di Aralsk





Lungo la strada per Zalanash, altra citta ex-portuale a circa 60Km da Aralsk






Zalanash, anche qui una volta c'era un porto. Ora è una citta' fantasma circondata  da relitti di navi arenate sul fondo dell'Aral orma desertificato






Quello che era il fondo dell'Aral è ormai un deserto tappezzato di conchiglie






Il museo di storia locale di Aralsk


Il museo di storia locale racconta nel dettaglio il disastro ambientale del Mare d'Aral





La carta nautica del Mare d'Aral, esposta al museo di storia locale di Aralsk






Una foto esposta nel museo di storia locale






L'Aral nella mano






La stazione ferroviaria di Aralsk, si riparte,
ci vediamo al prossimo post

1 commento:

  1. Perché uno va ad Aralsk? Per mettere le foto sul post di 7worlds! Vorrei camminare e piangere su quelle conchiglie!

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