Victoria è una città di mare e, siccome sta proprio sulla punta meridionale della Vancouver Island (non c'entra con la città di Vancouver, che è sulla costa di fronte), è bagnata dal Pacifico su tre lati. Io sto a 5 minuti a piedi da una lunga spiaggia di ciottoli levigati e tronchi enormi, scaraventati là dalla furia delle onde. La linea della costa poi si alza per formare delle belle scogliere alla Hugo Pratt, dove i gabbiani giocano col vento.
Sulla riva trovi di tutto, dalle sculture verticali di sassi in bilico uno sopra l'altro ai disegni incisi sui tronchi, a certe conchiglie di cozze che dovevano essere delle bisteccone così. Il vento c'è quasi sempre e d'estate i panni appesi ad asciugare sanno di sole e salsedine.
Stranamente non c'è un mercato del pesce vero e proprio, come invece a Seattle, ma qualche peschereccio al porto che vende rombi, salmoni o frutti di mare. In quella parte del porto, oltre al solito Fish & Chips, sono attraccate dozzine di house-boats, case-barche dove vive gente tutto l'anno, con residenza fissa. Sono dotate di (quasi) tutti i comfort e decorate esternamente nei modi più vari, dallo stile mediterraneo alla casa della famiglia Addams.
La scelta è tra costruire una casa di tronchi o una zattera? Insomma tra fermarsi o scappare.
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