mercoledì 25 gennaio 2012

La vista dell'Angelo (Felice, Cambridge, USA)

Questo sarebbe dovuto essere il mio primo post. Avevo deciso di iniziare ricordando la vista dell'Italia che si allontanava in verticale, osservata svanire dal finestrino dell'aereo. Avevo deciso di riportare sinceramente le sensazioni che avevo provato. Devo assolutamente lasciare traccia di queste sensazioni da qualche parte, altrimenti andrebbero sprecate, diverrebbero vane! Avevo deciso di ritornare in Italia. Ne avevo accettato i limiti. Mi ero rassegnato a fare il "possibile" rinunciando al "meglio".  L'Italia cade a pezzi esattamente come cadeva quando decisi di ritornarci. Ma ero ben intenzionato a fare la mia parte. Allora sono seguiti anni (pochi per la verità) di impegno. Politica. Cultura. Lavoro. Scrittura.  Trasmissioni radiofoniche. Lavoro. Ad un certo punto il lavoro l'ho cambiato. E quindi ho ricominciato. Studio. Lavoro. Poltica. Cultura. Lavoro. Scrittura. Lettura. Capire, reagire, costruire. Notti. Giorni. Notti. Poi ho deciso di cambiare lavoro di nuovo. Il motivo era forse che ero il solo a volere cambiare. Ero il solo a pretendere di veder riconosciuto il mio impegno. Ero fra i pochissimi a non chiedere elemosine. Mi sono ritrovato a spiegare ai miei superiori che io lavoravo per loro e non contro di loro. Mi risposero che se volevo avrebbero fatto di tutto per concedermi dei buoni pasto. Bene, la rottura era consumata. L'Italia cercava di corrompermi con dei buoni pasto e non capiva come mai io un lavoro non lo volevo regalato ma guadagnato. In breve mi sono ritrovato su un aereo con la faccia che ogni tanto si affaccia dal finestrino. La testa bruciata dalla rabbia, dalla delusione, dalla consapevolezza dell'ineluttabilità di quel volo. Di nuovo di sola andata. E ricordo di avere invocato uno tzunami, un terremoto apocalittico che potesse affondare la penisola che mi aveva cacciato di nuovo. Cosa meritava infatti quella gente? Non era neanche "gente". Era solo una moltitudine di individui. Che affondino. Che spariscano. Hanno giocato con la mia vita e sono così superficiali, così miseri che non riescono a capirlo. Sono le persone mediocri quelle che alla fine ti feriscono più a fondo. Un malvagio è consapevole della propria violenza. Un mediocre no. E la mediocrità è invicibile. Non restava che desiderare, e invocare, pretendere che una pioggia di fuoco si abbattesse sull'Italia, e che fosse di dimensioni bibliche  come quella che cancellò una volta per tutte Sodoma e Gomorra. Ma già all'epoca Dio fece un patto con Abramo: se solo avesse trovato 10 giusti, allora le due città sarebbero state risparmiate. Mentre vedo  la terra che sotto di me si allontana, mentre la guardo in volo, dalla prospettiva cioè dell'Angelo sterminatore, allora di giusti me ne sono venuti in mente più di dieci. Quei pochi giusti hanno salvato l'Italia dalla mia rabbia. Ma basterà questo fatto a salvare loro dall'Italia?

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