sabato 7 gennaio 2012

Alessandro, Sundsvall, Svezia

  Ed eccomi qui, davanti ad un foglio bianco, un'altra volta a riassettare idee, con un computer a  mezzo servizio che non ne vuol sapere di scrivere la “emme” (che ho copiato ed incollo ogni volta), col cavo dell'elettricitá che si stacca ogni 10 battute...
Giá, fortuna averla, l'elettricitá... la notte di natale, dopo i festeggiamenti si é alzato il vento..... un vento forte ed annunciato che ha sradicato alberi e tetti, facendoli cadere sulla linea elettrica, qui in campagna “aerea”, e quindi buttandola giú... Poi tre giorni da pionieri, con luce di candele, senza internet, luce, frigorifero e lavatrice, senza tv telefono e cellulari... mentre la casa per fortuna lentamente si raffreddava (fino a 12 gradi dopo 3 giorni) il tempo passava tra lunghe chiacchierate, giochi, letture a luce di candela, abbracci e coccole... non vedevamo l'ora di riaverla, la luce, e quando dopo 3 giorni la sera alle 22,00 é tornata... ci siamo accorti che giá ci mancava il buio, quel buio “forzato” che ci aveva riscoperto, insieme, ancora una volta, padri e figli, fratelli e sorelle... come da tempo non accadeva. Grazie natale, alla fine é stato il regalo piú bello. Forse domani scenderó in cantina, in fondo il quadro elettrico...

1 commento:

  1. In Svezia si impara a guardare la luce con rispetto e gratitudine.
    Buon Anno!

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