Bologna-Lisbona by plane è una rotta fantastica, una linea dritta, un binario sopra le nuvole che passa a 800 chilometri all'ora sopra le stazioni di Parma, Genova, Marsiglia, Madrid, senza mai fermarcisi. Però è bello così, perchè da là sopra si vede tutto, specie se il cielo è terso, o quarto. Quando manca un quarto d'ora all'atterraggio, il grosso pezzo di metallo che ti sta trasportando comincia a scendere verso la foce del Tago (Tejo per i portoghesi) e verso i due lunghissimi ponti che ci passano sopra e collegano il centro della capitale ai quartieri più a Sud. Il ponte del 25 Aprile (chiamato così in memoria del giorno della liberazione dalla dittatura di Salazar, anche se ho sentito una vecchietta tremendamente realista e lucida nei giudizi affermare: - Potevano chiamarlo ponte sul Tejo, non ci siamo liberati da un bel niente, a comandare son sempre gli stessi!-) sembra veramente il Golden Gate di S. Francisco, stesso colore, stesso stile liberty, e dall'aereo è veramente un bello spettacolo. Il mio appartamento è in un palazzo color puffo abbastanza di cattivo gusto, ma così tanto che fa tutto il giro e diventa bello, anzi, ora mi piace un sacco, davvero; che poi, quando scendi verso il Parco per dirigerti verso la fermata della metro (stazione di Alameda), o per fare la spesa, passi per una via (Rua, come si dice qui) in discesa piena -ma piena- di gruppi di una quindicina di pensionati. Al centro di ogni gruppetto -posizionato rigorosamente sotto un albero ai margini del parco- stanno due vecchi che giocano a domino come nei romanzi di Paco Ignacio Taibo II, e tutti gli altri vi stanno attorno, commentando la partita, la prima pagina del giornale del giorno, il regime dell' austeridade, le gambe delle signore che passano. E' una delle cose più caratteristiche e genuine che ho trovato, assieme agli arrotini ambulanti in bicicletta che attraversano la città attirando l'attenzione non già con la voce, come in Italia, ma con dei fischietti dalla forma e dal suono inconfondibili; senza contare quelli che per strada ti lucidano le scarpe, plastificano documenti, fanno ritratti col carboncino. La prima notte sono stato, esattamente come tutti quelli che conosco qui, al famoso Bairro Alto, il quartiere del divertimento e dei bagordi. Bello, ma ero troppo stanco per divertirmi. Il giorno dopo ho preso la metro con la chiara intenzione di perdermi per la città, e ci son riuscito quasi subito. Ho mangiato il pesce in un ristorantino dell'Alfama, un quartiere arrampicato su per la collina, con vicoli stretti che manco a Venezia, ho girato per il mercatino della Feira da Ladra (roba usata e anche rubata, almeno così mi dicono tutti, e il nome sembra confermarlo), ho comprato due buste piene di verdure per cinque euri e mezzo, ho detto "Bom dia" e "obrigado" una quarantina di volte, sempre a qualcuno di un colore diverso, perchè in questa città si respira proprio aria di porto di mare, e ci passa chiunque, e penso che questo sia il migliore antidoto contro il razzismo. Nei giorni successivi ho comprato una chitarra per un prezzo piuttosto basso e ho speso molti soldi in cose inutili o deprecabili. Il mio computer è più lento di un'anitra in preda alla morfina. A volte lo odio profondamente ma poi, allorchè si ripiglia, l'ammiro per la sua tenacia, che gli permette di abbarbicarsi alla vita come se dentro a quei circuiti vi fosse qualcosa di lontanamente simile all'istinto di conservazione. Ora provo a caricare un paio di video sul tema "Suoni di Lisbona", spero di riuscirci, me l'ha chiesto il Lettore-Ideatore C.P. Stasera minestra di porri e zucchine e forse la partita in streaming. Alla prossima.
Bè, mi sembra proprio un bell'arrivo il tuo. A Lisbona e su 7worLds! T'avevo chiesto dei suoni e mi hai dato delle immagini coinvolgenti, meglio così.
RispondiEliminaIo i suoni li avevo raccolti! Adesso provo a caricare ancora i video, ne avevo 5 di carucci
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