Carbid schieten/Sparare carbide. BOOM. Colpo secco, fortissimo. Il coperchio di acciaio punta dritto verso il cielo, vorrebbe volare lontano. E’ un attimo. Poi una corda legata a un pezzo di binario ferroviario blocca il volo e il coperchio trascinato verso il basso finisce nella terra inzuppata di pioggia gelida.
Un castello di legno, non finito, osserva silenzioso la scena. Al suo interno: due piani, una scala ripida, vuoti e pieni, molti sogni, vari tronchi ricurvi e ricordi malinconici. Davanti a sé guarda un contenitore di metallo pesante, di quelli dove un tempo i contadini mettevano il latte appena munto. E’ da lì che il colpo è partito, esce ancora del fumo.
Ce ne sono tre di contenitori del genere, uno accanto all’altro, con il sedere infossato nel fango e il corpo inclinato. Sembrano tre cannoni. Per un attimo penso allo sparo di mezzogiorno dal Gianicolo, a Roma, e mi rivedo piccolo sotto la statua del solito Garibaldi a cavallo. Ma tutto qui intorno è pianura, stufe di ghisa, camini fumanti di freddo e uomini alti e biondicci. E’ solo un pomeriggio surreale di un 31 dicembre qualunque, qui tra Amersfoort e Leusden. A ovest: Utrecht, Amsterdam, Rotterdam e Leida; a est: il bosco, le mucche e un ex campo di concentramento nazista.
Il ragazzo con il nome frisone riapre gli occhi semi-nascosti da un berretto arancione con sopra il nome di una marca di pessimi wurstel. I suoi movimenti sono decisi. Si avvicina al contenitore fumante, immerge un braccio fino al fondo, tira fuori una pietra ancora incendiata, la spegne stringendola tra le mani.
E’ carbide, – dice – un minerale. Nel contenitore incontra l’acqua e l’acqua e il carbide insieme producono un gas che, incendiato, fa partire il coperchio che vola verso il cielo. Sembra una canzone di Branduardi, ma è solo una reazione chimica. Ma l’Angelo della morte, dopo aver liquidato il macellaio-che-uccise-il-toro-che-bevve-l’acqua-che-spense-il-fuoco, si aggira ora da queste parti: il coperchio legato al binario è piombato nel fango e il carbide separato dall’acqua è un sasso inerte appoggiato pietosamente su una panca. Anche il vecchio anno, adesso, può morire.
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