domenica 18 marzo 2012

Silvia, Qua!


Balli forte e ti viene quasi la nausea, dopo tutto quello che hai bevuto e quello che non hai mangiato. Ma è la canzone d'amore più bella del mondo, quella che cade giù dal palco, ed è fatta per essere ballata in mezzo alla marea umana colorata e sudata che sta lì. Sono tutti un po' ubriachi, e tutti innamorati di qualcosa di diverso, innamorati di puro amor. Ci siete anche voi due, lì, quella sera. Marzo è appena agli inizi.

Qualche giorno prima ti ha detto: parto. Aspetto il visto e parto. Non ti ha raccontato un granchè. E ora che marzo è appena agli inizi parte davvero. Migliaia di chilometri, di nuovo. Fa sapere che è arrivato a destinazione, che quello dove si trova è un altro mondo e tu vorresti fare mille domande su quel mondo lì. 

Com'è il deserto? E di notte, le rare luci della città si spengono e si accendono le molte stelle?
Le persone, cosa fanno? Come vivono là? E le strade e le case e il sultano e le forze armate e la
religione e le donne?

Ma non ricevi più nessuna notizia. Aspetti. Quanto dura un viaggio di lavoro? Aspetti ancora. E
ancora. Chissà l'odore del deserto. 

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