venerdì 16 marzo 2012

Alessandro, Åre, Svezia

Ce l'ho fatta anche oggi, sono qui e scrivo...... Poi, caro il mio lettore, prova a dire che non ti voglio bene..... Sono seduto su un bellissimo divano di una "stuga" ad Åre dopo aver sciato tutto il giorno con i maestri di sci di una delle due scuole di cui faccio parte, piedi sul tavolino e la tastiera dell'i-pad sotto le dita...... Erano anni che non sciavo un giorno intero solo per me....... È bellissimo e domani e domenica si replica...... Il rovescio della medaglia...... Questa é la mia vita, lo é sempre stata in realtá, e l'ho vissuta solo a piccoli sprazzi. Questo é quello che so fare, una delle cose che avrei potuto lasciare ai miei figli...... E prima per Amore verso mia madre, poi verso la mia ex moglie, poi verso i miei figli...... L'ho lasciata andare, passata. Ed oggi rammarico...... Sicuramente l'unico che non ho mai amato sono io. Åre é un tentativo di imitare le nostre alpi, come sempre mal riuscito, e trasformatosi, come spesso le nostre alpi, in un continuo dopo-sci che in realtá comincia giá al mattino, con birra, alcool, musica a tutto volume e donne discinte che ballano sui tavoli...... Eppure.... Sarebbe stata la mia vita...... Ad accarezzare le montagne, guardare i cieli, venerare gli animali selvaggi infastiditi e relegati nella selva dai turisti...... Qui l'alce, animale splendido come lo sono tutti, é "vissuto" come una sorta di dio in terra, amato, venerato, rispettato, e poi ucciso e mangiato..... Una sorta di cannibalismo, una sorta di rito per appropriarsi in qualche modo di una divinitá e cercare di dimostrarsi superiori anche ad essa........... La stupiditá umana..... La mia....

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