martedì 21 febbraio 2012

Votare mangiando (Gechi, Nelson, Canada)

Sabato sono andato a una fiera del biologico/conferenza sul movimento local food. Ho comprato un sacco di semi bio per l'orticello, ora che ho scoperto che in questo clima si possono coltivare lattughe e cavoli anche d'inverno. Ho trovato un libro specifico, Coltivare biologico tutto l'anno nella West Coast. Al piacere di un'insalata a chilometro zero, spero di aggiungere anche quello di un minestrone. Distanza dall'orto alla cucina: metri 10. E siccome il grano o il riso non li posso coltivare io, sono andato in cerca di mercatini; li chiamano Farmers' market. In centro ce n'è uno dove ho conosciuto un panettiere italiano, Claudio, che fa pane biologico e dolcetti vari (Brut e bon, Ciottoli d'Abruzzo). E trovi le uova di gallina ruspante, verdure, miele e perfino carne sana. Ma con tutti i documentari che ho visto sull'alimentazione industriale mi è passata la voglia di mangiare carne. Tornando alla conferenza, ho ascoltato la presentazione su un esperimento riuscitissimo: la Kootenay Coop, una cooperativa indipendente in un bel paesello di 9000 abitanti nell'entroterra, Nelson (dove è nata mia figlia Sofia, tra l'altro). Questa coop, cominciata come piccola avventura hippy negli anni settanta, è diventata un simbolo di modello imprenditoriale alternativo. Gestita da un consiglio votato da tutti i membri, si rifornisce e vende prodotti provenienti al 95% dal circondario (un raggio di 200 km). A Nelson fanno il tofu, la birra, proprio in paese, e attorno ci sono fattorie biologiche e un forte movimento di permacultura (ma questa è un'altra storia: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=7vMukVOG50o#! ). Fatto eccezionale è il recente annuncio che la cooperativa è cresciuta tantissimo e si trasferirà in un edificio più capiente fino ad ora occupato da un supermarket di una catena nazionale. Il movimento local che sbatte fuori un supermarket, sto sognando. E non si tratta solo di vendere prodotti, fanno parte di un'organizzazione che sta cercando di coordinare i vari protagonisti del ciclo alimentare regionale, per rafforzare un sistema che vuole ridurre gli intermediari e sostituire la globalizzazione con un sistema localistico, autogestito e in cui la maggior parte degli introiti restino nella comunità, riducendo l'inquinamento, lo sfruttamento, l'alienazione dalle origini del cibo che mangiamo. Immaginate una federazione di simili comunità (it's easy if you try). Nella presentazione hanno mostrato le foto di quando sono andati, con le barche a vela, all'altro capo del lago di Nelson a caricare i sacchi di grano, da macinare al mulino in paese.
Concludo citando due dei loro ispiratori, Wendell Berry ("Mangiare è un atto agricolo") e Carlo Petrini ("Un gastronomo che non sia ambientalista è stupido, ma un ambientalista che non sia gastronomo è molto triste").

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