domenica 19 febbraio 2012

Silvia, senza luogo (qua)


Te ne sei venuta via una notte uguale a tante altre, una notte che Berlino non si ricorderà di ricordare. Hai preso la valigia, una metro, l'aereo, e sei tornata qua, al sole di questo parcheggio di questo fine settimana.
Alzi gli occhi. Non c'è il Sony Center. C'è invece una torre di acciaio e ci sono le insegne dei negozi che affollano il centro commerciale dove lavori. E non passeggi più nel Tiergarten. Davanti a te auto, famiglie, carrelli della spesa.
Ti fermi al sole di febbraio. La notte poi inizierà a piovere, ma ancora non lo sai.
La pausa pranzo dura il tempo di osservare chi entra, chi esce, chi fuma, chi si abbraccia, chi corre, i bambini, i cani che purtroppo non possono entrare, i gelati di chi sente già la primavera. Poi è l'ora di tornare a lavoro, in negozio. Hai lasciato Berlino per questo?
Mentre lavori perdi il conto delle ore. Chissà se fuori è ancora giorno, se fa freddo, se c'è il sole.
Poi il cuore ti si ferma, di colpo, senza avviso: attraverso una vetrina ti guarda il volto che più ami su questo pianeta enorme. Sorride, sorridi. Le centinaia di chilometri adesso sono solo metri. Ecco perchè sei tornata.

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