Sul tragitto da casa alla spiaggia, si passa accanto a un cimitero. I cimiteri sono molto diversi da quelli italiani, che sono tutti pietra sassi cemento e cipressi, avvolti da un'atmosfera molto formale. Qui sono praticamente dei parchi, pieni di verde, di piante e alberi diversi, dove vedi gente che passeggia, va in bici, va e viene. Sembra normalissimo vederlo in mezzo al quartiere, circondato dalle case, di fronte a un supermercato. In Italia si avvertono ancora i segni di una frequentazione fedele e ritualizzata; i fiori sono sempre freschi, le lapidi ben tenute, anche gli uccellini si comportano rispettosamente. Qui hanno un fascino romantico e trasandato, con i segni del tempo ben visibili e certe tombe mezze affossate, le statue diroccate. Non molti fiori portati lì, ma in compenso tantissimi fiori selvatici dappertutto, molto belli. Ci sono tante iscrizioni giapponesi e cinesi, e nomi di famiglie da tutto il mondo. C'è anche una famiglia Bossi…
Questo cimitero in particolare è molto piccolo ma, come tutti gli altri, è attraversato da strade asfaltate. In uno a Toronto, la gente ci guida l'auto per andare a trovare i propri cari estinti. Il drive-in funebre, insomma.
Invece questo è pura poesia, solo una strada lo separa dall'oceano. Ti siedi sotto a un albero e guardi le onde, ascolti i suoni e forse capisci che la morte è una cosa normale, l'altra faccia della vita.
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