La barba era ricresciuta velocemente e gli abitanti marocchini del suo quartiere ricominciavano a salutarlo, complici anche gli occhi scuri. Nei primi trenta metri che percorse furono in tre a farlo. Un anziano signore dall’altra parte della strada addirittura si sbracciò e poi portò la mano destra verso il cuore. Sante Pedrotti rispose spingendo leggermente il pedale all’indietro, come per rallentare un po’. Poi prese la via di Randenbroek e quella dei campi silenziosi. Sulla lunga pista rossa incrociò solo un paio di anziane signore. Dall’MP3 lo accompagnavano Bjork, Brel, Baglioni e BobDylan. Terra scura, canali appena scongelati, sole anemico, alberi spogli e infreddoliti. Dopo cinque o sei chilometri Vivaldi attaccò la stagione sbagliata.
Era domenica pomeriggio, ma era troppo presto per assistere allo spettacolo dei calvinisti ortodossi che vanno a messa vestiti di nero, le donne con le gonne lunghe e i cappelli eleganti. Forse li avrebbe incrociati più tardi, sulla via del ritorno. Oggi cercava il suo amico Remco sul carro dei Barbapapà del Carnevale di Achterveld, una delle poche isole rimaste fedeli al Papa di Roma a nord dei fiumi Maas e Waal.
Entrò in paese e il silenzio lasciò il posto a una banda di majorettes e a gruppi di ragazzi vestiti da lupi e fantasmi. Lungo la via centrale – l’unica – iniziò la sfilata dei carri. Gli passarono davanti oche, pinguini, Zorba, Rambo, maiali e ballerine, ma nessun BarbaRemco. Si fece largo tra la folla. Sotto il nevischio mangiò un broodje shoarma preso all’immancabile bancarella turca. Il tavolino bianco di plastica era identico a quello su cui aveva bevuto un Glühwein una settimana prima, sul ghiaccio del lago di Loosdrecht, coi pattini ai piedi.
Alla fine della sfilata calpestò i coriandoli sull’asfalto camminando verso la bici. Si immerse nel ritmo delle pedalate. Niente musica, solo vento. Gli venne in mente l’articolo che aveva letto sul Volkskrant qualche giorno prima. Uno storico con i capelli arruffati diceva che il pattinaggio sul ghiaccio stava ai calvinisti come il Carnevale ai cattolici. In entrambi i casi: una temporanea rottura delle regole. Ipotesi affascinante – pensò. Poco prima dell’ingresso ad Amersfoort incrociò, come previsto, le donne con i cappelli eleganti e le gonne lunghe fino alle caviglie. Si chiese se dentro le borse nere nascondessero i pattini.
Nessun commento:
Posta un commento