Aveva le labbra colorate rosso fuoco, qualche brillantino sotto l'occhio sinistro e tanto mascara nero da far risaltare il verde dei suoi occhi. Portava sempre dei vistosi e colorati fazzoletti in testa, una maglietta non troppo scollata sul rosa e una gonna lunga con gli stivali.
La conferenza andava avanti oramai da un paio d'ore ed era l'ora del break. C'erano frutta fresca, panini e torte come rinfresco. Io mi abbuffo cercando di bere piu' acqua frizzante possibile per mandare giu' i bocconi dei panini all'olio e delle fette di melone e fragole a cui non potevo resistere. Lei prese solo una piccola fettina di torta e si rimise a sedere, pronta per la seconda parte della conferenza. Mi volevo avvicinare e chiederle di lei e della sua esperienza, ma ero troppo goffa, troppo occupata a pensare alle domande da porre e tropo indaffarata a non sbriciolare troppo. Mi sentivo un pomodoro ripieno pronto a esplodere.
Mi rimetto a sedere e scopro solo ora che la mia vicina di posto e' una poliziotta non in servizio. certo me lo sarei dovuto aspettare. Cerco di scambiarle un sorriso e a non pensarci troppo su e continuo a spelluzzicare uno dei panini rimasti nel piatto.
Prendevo attentamente gli appunti e alla fine della conferenza faccio qualche domanda aperta . Si apri' una discussione interessante anche se poche di noi e mi accorsi che lei non era troppo coinvolta. Poi venne chiamata dalle organizzatrici della conferenza. Volevano una sua opinione, alla fine lei rappresentava un gruppo importante. Non mi piacque che la chiamassero. Se non voleva parlare c'era un motivo. E il motivo si senti' bene. Stava soffrendo per la cura ormonale iniziata la settimana precedente. Qualcosa non andava e il suo corpo non era piu' riconoscibile ai suoi occhi.
Qualche giorno fa ci siamo incontrate di nuovo davanti ad una tazza di te e biscottini farciti. Io ero sempre a mangiare e ridevamo di come era andato a finire bene uno dei progetti a cui avevamo partecipato. Poi parlammo della conferenza, quella sullo stupro e la violenza sulle donne. Mi disse che non si era mai sentita cosi' imbarazzata in un ambiente di donne. E io la capii. O almeno il mio cuore l'ha capita e la mia testa ha iniziato a pensare a come mai non ci si puo' sentire sicure al cento per cento anche in luoghi 'sicuri'.
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