È un bel sabato mattina di sole e sono in centro con la mia amica Daniela. Nella vetrina di un negozio vedo un vestito che mi piace. Entro e lo provo. Penso: peccato, quest'anno non ho nessun matrimonio a cui andare. Ma la cifra mi tenta, ed esco dal negozio con un bel sacchetto arancione. Il vestito è lì dentro.
Il vestito rimane nell'armadio per un po'. Poi salta fuori l'occasione. Una specie di matrimonio, in effetti. Oggi diventa prete una persona a me molto vicina. Il vestito esce dall'armadio e viene con me in Duomo.
Lì dentro sono del tutto fuori luogo. Non sono d'accordo con molto di quello che viene detto, anzi talvolta ciò che sento riesce ad infastidirmi. E il giovane prete che, in ginocchio, regge il libro dal quale il vescovo legge finisce presto per diventare il simbolo di ciò che fatico a sopportare. Perchè un uomo deve fare da leggìo ad un altro uomo?
È una giornata lunga, ho il tempo e il modo di pormi decine di altri perchè. E vorrei riportarli tutti, ma è tardi, e riesco solo a riascoltare il mio disappunto nel vedere quell'uomo in ginocchio. Spero che perdoniate la mia brevità, forse la leggerezza, addirittura la superficialità, delle righe su quest'oggi e su quest'altro mondo su cui mi sono affacciata. Ma è tardi e riesco solo a riascoltare...
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