giovedì 5 aprile 2012

succede sempre tutto in Aprile (mAtte, lisboA, portugAl)

Ieri mattina mi son svegliato e. Anzi, no. Parto con più calma. Parto da dove ero rimasto, e cioè da una settimana fa quando, senza avvertire nessuno, non ho scritto nel blog. A mia parziale discolpa posso dire che è stato il mio primo pacco, nel senso che avevo sempre scritto, ogni giovedì. La settimana scorsa era appena morto Tabucchi, proprio qui a Lisbona, e quello avrebbe dovuto essere l'argomento, a rigor di logica. Se ne è parlato molto in Italia, un po' meno quaggiù. Ci son stati funerali molto partecipati. Io, però, di Tabucchi non ho mai letto niente, e m'era giunta solo vagamente qualche voce su di lui e la sua opera; ondepercui, non avrei saputo bene che dire. Poi passa una settimana così di semilatitanza informatica, trascorsa a pensare all'argomento del post del prossimo giovedì quando mi sveglio, faccio colazione, esco e due metri fuori dal portone becco un tizio con l'aria un po' sconvolta che sta dipingendo delle scritte sulla muretta davanti a casa mia.

 Lì per lì mi fermo a guardarlo, e questo m'ignora bellamente, sorridendo. Allora chiedo. E vengo così a sapere che si sta per girare una serie (dai, solo un paio di scene, ovvio) proprio sotto casa mia! L'argomento è molto interessante, e rinfrescherà la memoria storica ai portoghesi: si parla della rivoluzione dei garofani del '74-'75, culminata nel famoso 25 Aprile (succede sempre tutto in Aprile, diceva Paolini negli "Album"). La serie (di cui ho scordato di chiedere il nome, scemo che sono) verrà trasmessa in estate su un canale nazionale. C'è da dire che l'ambientazione-location è veramente perfetta e molto anni settanta, anzi le strade mi sa che non le puliscono proprio da quel periodo; i muri qui attorno sono tappezzati di poster simil-rivoluzionari, che nei prossimi giorni non mancherò di saccheggiare.
 Avrei voluto farmi riprendere mentre cantavo canzonacce con la chitarra, sporto dal balcone. Ma dovevo andare al lavoro, così lo hanno fatto i miei coinquilini, gridando in modo irriverente alla troupe e alle comparse per farsi notare. Per quanto mi riguarda, l'apparizione televisiva sarà per la prossima volta.

Dimenticavo: camarada, quaggiù, significa il contrario che da noi, e cioè "compagno". Che non si nutrano dubbi, non su queste cose, per lo meno...

Il prossimo, son sicuro, sarà un gran bel 25 Aprile.

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