sabato 8 settembre 2012

Sushi a volontà (Gechi, Montreal, Quebec)


Non mi sono ancora trasferito, ma ieri ho fatto un giretto perlustrativo in bici attorno al mio futuro domicilio. Il parco dietro casa è così enorme che dal mezzo non si vedono né sentono le auto. Non sarà il Central Park, ma si respira. Lì andrò a fare le mie corsette, zampettando con gli scoiattoli. Poi ho cercato i negozi e non lontano c'è un quartiere che ad un'estremità sembra proprio malandato, con bettole e tuguri, e poi man mano  migliora e offre caffè e ristoranti uno accanto all'altro. Ci sono comunque molti servizi per la comunità, poveri eccetera, e dà l'impressione si tratti di un quartiere popolare in fase di trasformazione e "yuppizzazione" (in una parola inglese: gentrification).

Sono curioso di scoprire se saranno buoni i "sushi à volonté", ovvero prezzo fisso e mangiane quanti ne puoi. Invece qui all'angolo, e siamo nella Petite Italie, c'è un miniristorante di sushi che pare siano fantastici.
Sempre dietro l'angolo (un altro) c'è la launderette, beuvage, dove ho fatto il bucato. L'unico così, perché da lunedì lo farò in casa, e quando sei in affitto è un lusso se non ti devi comprare tu lavatrice ed essicatrice.
Continuano le serate sociali con il vicino e la sua morosa; stavolta mi hanno portato a mangiare un sorbetto di gran qualità al famoso mercato Jean Talon. Il gusto melone sembrava proprio melone puro, saporitissimo, come pure il fragole del Québec.
Poi siamo andati al bar a berci un chianti e a parlare di politica e arte a Montréal. Ancora tutto da scoprire per me.
Ah, ho scoperto l'origine del nome Québec: in una lingua nativa, significa punto dove il fiume si allarga (è il San Lorenzo), davanti a Ville de Québec, che diede poi il nome alla provincia.

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