L'amico Sylvain, vice-presidente di un sindacato prof universitari, molto militante e engagé, mi ha invitato a una serata di presentazione dell'ultimo numero di Cahiers du Socialisme, tema: la rivolta studentesca e la corporatizzazione dell'educazione pubblica.
Si va alla Brasserie Brouhaha (= baccano, baraonda), giornalisti scrittori sindacalisti nonne arrabbiate giovani contro. Tre gli invitati a parlare, brevemente, dei vari aspetti di quello che sta succedendo nel Québec e nel mondo. In pratica, la protesta degli studenti (e non solo loro) è il rifiuto del concetto, già messo in pratica ovunque, che l'educazione è un prodotto e gli studenti dei clienti. Forse mi immaginavo una serata noiosa, ma i québecois sono capaci di trasformare tutto in divertimento. C'era lo scrittore, lucido e dalla visione globale, la sindacalista, pasionaria e incontenibile, e infine la portavoce di CLASSE, il gruppo più combattivo degli studenti. Quest'ultima, ventenne con una piuma di pavone tra i capelli rossi e l'ormai mitico quadratino rosso appuntato al petto, tutta acqua e sapone e gote rosse ma parole chiare e nette, la lotta continua e non ci fermeremo neanche adesso che il PQ ha vinto le elezioni (sinistra moderata).
Intanto io, che avevo fame dopo aver pulito il mio nuovo appartamento tutto il giorno, mangiavo cosce d'anatra e tracannavo una birra dal gusto buonissimo e diversissimo, mai provato prima. Indescrivibile, forse molto luppolo, e un bouquet di fiori primaverili (quante se ne sparano a descrivere liquori).
Allora, i francesi quando parlano "ufficialmente" assumono un accento abbastanza neutro e comprensibile; quando parlano fra di loro invece tornano al proprio accento, che a volte mi sembra di un americano ubriaco che cerchi di parlare francese…
Bella serata, e poi me ne sono tornato a casa in bici senza casco né maglione, perché qui fa caldo anche a settembre.
E stasera giretto nel quartiere e cena a base di Moules et Frites, un classico francese, nella terrasse di un localino simpatico. Una terrina enorme di cozze saporite, innaffiate con una birra bionda Belle Gueule (Bella faccia, bel muso), mentre leggevo il mio primo libro comprato a Montréal, La versione di Barney di Mordecai Richler (ovvio), con le varie citazioni topografiche che ora posso visitare di persona.
Libri a parte, qui anche mangiare da soli è divertente, ma non conto di farlo spesso, perché i québecois sono socievoli e io pure. Quando spacchetterò tutti gli scatoloni inviterò Yves e Nadine, i due amici attori che vivono nella Petite Italie. È da tanto che non faccio un risotto.
Uao, troppo forte! Eri partito come un osservatore che si trova nel bel mezzo di una nuova rivoluzione. Come un Reed dei primi del 2000. Con quadrati rossi e una ragazza con una rivoluzionaria e romantica piuma tr i capelli(in Canada!). E poi t'ingozzi d'anatra e ti sdereni di birra! Fantastico, sei il mio cronista preferito! E che cosa fa il nuovo governo?
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