mercoledì 19 settembre 2012

Post-elezioni (Gechi, Montréal, Québec)


Dopo la vittoria del Parti Québécois alle elezioni, pur se con stretto margine e quindi governo di minoranza (= maggioranza relativa), certi anglofoni si sono spaventati, temendo una riduzione dei loro diritti da parte di un governo "leghista". In realtà il PQ è un partito di centro sinistra molto composito e non unanimemente separatista. Anzi, sembra che la maggioranza qui non sia veramente interessata a separarsi dal Canada. Si tratta comunque di una società distinta, dove il francese è l'unica lingua ufficiale (inglese e francese nel resto del Paese), dove si cerca di proteggere una cultura praticamente circondata da quella anglo-americana. Puo' essere comprensibile che a volte si estremizzi questa tendenza a distinguersi, a lottare contro l'omologazione. 
Inoltre il PQ ha sempre avuto politiche progressiste: Pauline Marois, la prima donna capo del governo nel Québec, già negli anni 90 aveva introdotto  un prezzo politico di $5 al giorno per gli asili nido. 
Il governo precedente (liberali, di destra) aveva introdotto una tassa sulla salute di $200, indipendentemente dal reddito, e ora la Marois la abolirà; come abolirà il famigerato aumento del 75% di tasse universitarie che provocò i 6 mesi di sciopero a oltranza degli studenti (e la mia curiosità per Montréal). Per combattere la corruzione in politica, promettono di ridurre il limite massimo di donazioni ai partiti da $1000 a $100 per persona all'anno e vietare quelle da sindacati o aziende.
Inoltre la Commissione Charbonneau sta indagando sui legami tra politica, industria edile e mafia (hanno anche chiamato a testimoniare una criminologa italiana, Valentina Tenti). La mafia italiana a Montréal c'è eccome…
Uno dei leader del movimento studentesco, Léo Bureau-Blouin, 20 anni, si è candidato col PQ e ha vinto il suo seggio, battendo un liberale che l'avevo tenuto per tre legislature di seguito. Pauline Marois l'aveva sostenuto, nonostante le critiche, chiedendo come mai un ventenne potesse combattere in Afghanistan e non candidarsi a una carica pubblica.
Donne, giovani, manifestazioni di protesta ogni 22 del mese (sabato prossimo il vostro inviato speciale ci sarà)…il Québec sì che sprizza vivacità.

1 commento:

  1. Mah, ho letto su Internazionale che lei ha promesso un nuovo referendum sull'indipendenza anche se ha solo il 30% dei voti. Inoltre pochi giorni fa a un suo comizio ci sono stati dei morti. Ma son sicuro che la tua immersione nella vita quotidiana ti darà nuovi spunti per mescolare le carte.

    RispondiElimina