Appena tornato da un fine settimana lungo a Toronto, dove fa già caldo e afa notte e giorno. Città enorme, sul lago Ontario a sua volta enorme. Dalla spiaggia non si vede all'orizzonte che acqua e cielo. Lago che poi non vedi mai, a meno che tu non viva nei quartieri adiacenti. Mia figlia vive in centro e le ci vuole una quarantina di minuti fra metro e bus per arrivare alla zona Beaches, con le spiagge, i servizi, ecc.
Oppure con il traghetto in 15 minuti si arriva alla Toronto Island, un'isoletta tranquilla con tanti cottage colorati e niente auto, solo bici. Da una parte vedi il lago infinito e dall'altra i grattacieli della metropoli. Molta gente gira in bici per la città d'estate, nonostante un traffico aggressivo e insofferente, delle strade per niente amiche dei ciclisti e per giunta con le rotaie del tram, che se le prendi male fai un gran volo. Come se non bastasse, l'attuale sindaco è un nemico dichiarato delle piste ciclabili e considera i ciclisti "un problema" per gli autisti. Una specie di leghista dell'auto, che sfrutta gli istinti bassi di chi al volante non ne vuole sapere di rallentare e rispettare anche i veicoli non motorizzati. Ma c'è anche un movimento pro, che si dà da fare e tiene d'occhio il governo municipale.
Non avendo una bici a disposizione, mi sono fatto delle belle scarpinate con dei sandali nuovi che mi han procurato delle vesciche grandi così. Camminando di qua e di là, senti tutte le lingue del mondo e l'inglese è raro; o un inglese con forti accenti stranieri. Anche dallo stile architettonico delle case e dei giardini si può intuire la provenienza degli abitanti; dalle cafonaggini urlate italo-iberiche al praticello tirato a lucido dei nordici. Toronto offre di tutto.
Nessun commento:
Posta un commento