Stamani volevo andare al mare, e invece ho dormito fino a tardi. Di traverso, coi vestiti della sera prima.
La scorsa domenica invece volevo venire da te, ma ho visto che i treni erano tutti in ritardo e sono tornata indietro. E poi al telefono, quando il giorno prima ti avevo detto che forse venivo da te, avevi risposto "fai come ti pare". E mi sembrava che avessi la voce arrabbiata. Hai detto subito che avevi mal di testa. Potevo pensare che fosse per quello che avevi quella voce lì, arrabbiata, ma invece ho pensato che fosse per me. E allora, al binario, anche se volevo farti una sorpresa, sono tornata indietro e ho detto dentro di me "addio".
Due sere prima al concerto mi guardavi di sbieco perchè quando sei arrivato mi hai sorpresa a ridere col cantante. Ogni volta che rido con un altro salti fuori te. E io dentro di me dico "addio", ma a quelli che mi fanno ridere, e mai a te. La tua voce forse era così anche per questo mio ridere.
Fatto sta che non sono andata da nessuna parte, e non hai nemmeno telefonato per sapere che cosa mi fosse successo. Se il treno era in ritardo, o se ho sbagliato direzione, o se è venuto anche a me mal di testa. Forse mi immagini a ridere per giorni e giorni e giorni con qualcun'altro e per quello sei arrabbiato e non chiami. O forse era meglio se andavo al mare, se stavo lì a giocare con l'acqua, e poi tornavo a casa stanca, e dopo la doccia andavo a dormire di traverso. E domattina mi svegliavo bene.
E invece domattina mi sveglio che è lunedì, che non devo andare a lavorare, ma studio per un concorso che non passerò. E l'idraulico non verrà neanche domani. C'è la doccia che perde, te lo ricordi. Praticamente il bagno diventa una specie di vasca. Fatto sta che io domani faccio queste cose, cioè quasi niente, e te di sicuro torni a lavorare perchè è lunedì e la sera ti viene mal di testa. Nella pausa pranzo non mi chiamerai perchè mi immagini a ridere con l'idraulico, e c'è già un precedente: quando si era rotta la caldaia e il caldaista mi invitò a bere. E io non ci andai. Ma te non fai che ricordare questo episodio. Come se io ci fossi andata.
La morale della favola è che sono a casa, e ancora non ho deciso se chiamarti per sapere se il mal di testa di otto giorni fa è passato. E resto a casa, perchè non si sa mai. Magari chiami. E magari è meglio se non esco, che potrei incontrare qualcuno e riderci insieme, e poi arriveresti te, e io di nuovo dentro la mia testa dovrei dire "addio".
Nessun commento:
Posta un commento