sabato 9 giugno 2012

Santos Populares (Matteo Lisboa Portugal)

Il 13 Giugno è il giorno di Sant'Antonio da Padova (secondo uichipèdia "il santo più venerato al mondo") che, oltre ad essere il protettore della mia città natale, lo è anche di questa fantastica decadente malinconica scapigliata e crepuscolare capitale europea. Il cattolico Portogallo sente molto questo tipo di tradizione, e nonostante il momento della celebrazione vera e propriamente detta sia soltanto la notte tra il dodici ed il tredici del mese, la festa è cominciata la settimana scorsa, all'inizio di Giugno, e andrà avanti fino agli ultimi giorni, come ogni anno da secoli a questa parte.
Il primo giorno sono stato all'inaugurazione della festa, ed ho assistito ad una sfilata di matti, come mai ne avevo viste in vita. Una compagnia teatrale polacca (compagnia? Un paese intero, sembrava, altrochè) ha imperversato tutta la serata mettendo in scena un corteo fantastico e immaginifico, con macchine di scena spettacolari e folli, ma perdavvero. Atmosfera:  Mittleeuropa primi novecento. Facce truccate e sporche di carbone, vestiti stracciati, un tizio con grandi ali nere da demone gorgheggia allegro, in piedi sopra un carrozzone ambulante con  dentro un gruppo di ottoni che suonano live del funk che neanche James Brown; la gente osserva, grida, ride, beve sangrìa (e te pareva?) e gli occhi attorno a me brillano di stupore, soprattutto quelli dei bimbi appollaiati sulle spalle dei padri per vedere meglio. Alla fine un vascello piratico-futurista viene issato in aria a venti metri d'altezza da un'enorme gru (!), e il nostromo timoniere grida come un pazzo; i fuochi  artificiali schizzano in aria a formare una cascata luminosa. Uao!


Nei giorni successivi (questi!) la città si è riempita di gente, soprattutto nelle ore notturne e nei quartieri dell'Alfama, la parte vecchia della città, quella che non è stata distrutta dal terremoto del 1755. Ad ogni angolo si trovano venditori più o meno abusivi di sardine (fatte alla brace, te le schiaffano nel pane con testa e tutto, una delle cose più buone e semplici e anche sporche che abbia mai mangiato) e chioschi grandi quanto un banco delle scuole medie che ti fanno bere birra, caipirinha, mojito, ma soprattutto sangria, e col caldo che fa non potrebbe essere altrimenti. Musica: palchetti improvvisati da dove viene sparata a tutto volume musica più o meno tradizionale melodico-popolare, fatta per ballare a braccetto, ma con sottofondo dance. Immagina tipo un "Romagna mia" con sotto il tunz-tunz da discoteca: ma è bellissimo eh, altrochè, è divertente e la gente per danzare fino a mattina non si fa tanto pregare. Non ti dico gli italiani che si trovano, con occhiali da sole notturni e vestiti tamarrissimi. Tra quelli, le icone di Sant'Antonio fuori dalle porte e i festoni avanzati da Natale appesi ai fili della corrente, a volte penso che mi sembra di stare quasi più in provincia di Caserta che non a Lisbona. 


La città è in depressione sintomo di recessione, questo non me lo cava dalla mente nessuno; sin da quando son qui l'ho trovata melanconica ed un po' arresa al fado, il destino che incombe. Ma sembra quasi che le forze per tirare fino a mattina ci siano sempre, come se la festa fosse un lusso che ci si può ancora concedere; o, meglio, un sorriso in più, qualcosa che male non può certo far.

1 commento:

  1. La tua descrizione iniziale mi ha riportato a uno spettacolo della Fura, adrenalina ed emozione. Ma quando ne sono uscito(vivo) anche pensieri stranianti e preoccupanti. Continuiamo a far e cercar festa per sentirci vivi o per dimenticarci cosa stiamo vivendo? Anche sul Titanic stavano ballando ma forse è solo che sto invecchiando. Continua a scrivere che io continuo ad amare ciò che scrivi. Poi mi piace molto il confronto con il Canada dove, teoricamente e praticamente dovrebbero star meglio, economicamente, ma da settimane stanno protestando.

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