domenica 17 giugno 2012

Silvia. Non sono andata da nessuna parte


Stamani volevo andare al mare, e invece ho dormito fino a tardi. Di traverso, coi vestiti della sera prima. 
La scorsa domenica invece volevo venire da te, ma ho visto che i treni erano tutti in ritardo e sono tornata indietro. E poi al telefono, quando il giorno prima ti avevo detto che forse venivo da te, avevi risposto "fai come ti pare". E mi sembrava che avessi la voce arrabbiata. Hai detto subito che avevi mal di testa. Potevo pensare che fosse per quello che avevi quella voce lì, arrabbiata, ma invece ho pensato che fosse per me. E allora, al binario, anche se volevo farti una sorpresa, sono tornata indietro e ho detto dentro di me "addio".
Due sere prima al concerto mi guardavi di sbieco perchè quando sei arrivato mi hai sorpresa a ridere col cantante. Ogni volta che rido con un altro salti fuori te. E io dentro di me dico "addio", ma a quelli che mi fanno ridere, e mai a te. La tua voce forse era così anche per questo mio ridere. 
Fatto sta che non sono andata da nessuna parte, e non hai nemmeno telefonato per sapere che cosa mi fosse successo. Se il treno era in ritardo, o se ho sbagliato direzione, o se è venuto anche a me mal di testa. Forse mi immagini a ridere per giorni e giorni e giorni con qualcun'altro e per quello sei arrabbiato e non chiami. O forse era meglio se andavo al mare, se stavo lì a giocare con l'acqua, e poi tornavo a casa stanca, e dopo la doccia andavo a dormire di traverso. E domattina mi svegliavo bene. 
E invece domattina mi sveglio che è lunedì, che non devo andare a lavorare, ma studio per un concorso che non passerò. E l'idraulico non verrà neanche domani. C'è la doccia che perde, te lo ricordi. Praticamente il bagno diventa una specie di vasca. Fatto sta che io domani faccio queste cose, cioè quasi niente, e te di sicuro torni a lavorare perchè è lunedì e la sera ti viene mal di testa. Nella pausa pranzo non mi chiamerai perchè mi immagini a ridere con l'idraulico, e c'è già un precedente: quando si era rotta la caldaia e il caldaista mi invitò a bere. E io non ci andai. Ma te non fai che ricordare questo episodio. Come se io ci fossi andata.
La morale della favola è che sono a casa, e ancora non ho deciso se chiamarti per sapere se il mal di testa di otto giorni fa è passato. E resto a casa, perchè non si sa mai. Magari chiami. E magari è meglio se non esco, che potrei incontrare qualcuno e riderci insieme, e poi arriveresti te, e io di nuovo dentro la mia testa dovrei dire "addio".

venerdì 15 giugno 2012

La rivolta del Québec (Gechi, Canada)

La Corte Superiore del Québec ha cominciato martedì a esaminare la richiesta di sospendere l'applicazione di certi articoli della legge speciale 78, adottata il 18 maggio scorso e considerata anticostituzionale dalle associazioni studentesche e da 70 associazioni sindacali, ambientaliste e cittadine. Si appellano alla Carta dei diritti e libertà sia del Canada che del Québec.
Intanto imperversa la polemica suscitata dall'affermazione del ministro della cultura, secondo la quale il quadrato rosso è un simbolo di violenza e intimidazione. E allora, nella 52esima manifestazione notturna a Montreal, la gente si mette in fila per farsi tatuare quel simbolo su 4 cm quadri di pelle, mentre per tutta la città echeggia la musica di pentole e coperchi sbatacchiati.
Il negoziato fra studenti e governo, bloccato su un disaccordo di fondo, è stato ripreso ma con dei nuovi partecipanti: la Coalition large de l'Association pour une solidarité syndicale étudiante (CLASSE), che era stata inizialmente esclusa, più la Conférence des recteurs et des principaux des universités (CREPUQ) e i tre sindacati principali dei professori (CSN, CSQ et FTQ). Il governo si mantiene ora più defilato, per evitare una polarizzazione del conflitto.



lunedì 11 giugno 2012

V.G. Newcastle upon Tyne o giu' di li'

Mi scuso se sono stata assente nelle ultime settimane. Tanto lavoro da fare in una vecchia casa da rimettere e poca connessione a internet.

Qui c''e quello che in questo periodo mi piace leggere di piu'..magari c'e' un sito anche in italiano?

http://www.lysator.liu.se/~starflyer/calvinstrips.html

Calvin and Hobbes

xx

sabato 9 giugno 2012

Santos Populares (Matteo Lisboa Portugal)

Il 13 Giugno è il giorno di Sant'Antonio da Padova (secondo uichipèdia "il santo più venerato al mondo") che, oltre ad essere il protettore della mia città natale, lo è anche di questa fantastica decadente malinconica scapigliata e crepuscolare capitale europea. Il cattolico Portogallo sente molto questo tipo di tradizione, e nonostante il momento della celebrazione vera e propriamente detta sia soltanto la notte tra il dodici ed il tredici del mese, la festa è cominciata la settimana scorsa, all'inizio di Giugno, e andrà avanti fino agli ultimi giorni, come ogni anno da secoli a questa parte.
Il primo giorno sono stato all'inaugurazione della festa, ed ho assistito ad una sfilata di matti, come mai ne avevo viste in vita. Una compagnia teatrale polacca (compagnia? Un paese intero, sembrava, altrochè) ha imperversato tutta la serata mettendo in scena un corteo fantastico e immaginifico, con macchine di scena spettacolari e folli, ma perdavvero. Atmosfera:  Mittleeuropa primi novecento. Facce truccate e sporche di carbone, vestiti stracciati, un tizio con grandi ali nere da demone gorgheggia allegro, in piedi sopra un carrozzone ambulante con  dentro un gruppo di ottoni che suonano live del funk che neanche James Brown; la gente osserva, grida, ride, beve sangrìa (e te pareva?) e gli occhi attorno a me brillano di stupore, soprattutto quelli dei bimbi appollaiati sulle spalle dei padri per vedere meglio. Alla fine un vascello piratico-futurista viene issato in aria a venti metri d'altezza da un'enorme gru (!), e il nostromo timoniere grida come un pazzo; i fuochi  artificiali schizzano in aria a formare una cascata luminosa. Uao!


Nei giorni successivi (questi!) la città si è riempita di gente, soprattutto nelle ore notturne e nei quartieri dell'Alfama, la parte vecchia della città, quella che non è stata distrutta dal terremoto del 1755. Ad ogni angolo si trovano venditori più o meno abusivi di sardine (fatte alla brace, te le schiaffano nel pane con testa e tutto, una delle cose più buone e semplici e anche sporche che abbia mai mangiato) e chioschi grandi quanto un banco delle scuole medie che ti fanno bere birra, caipirinha, mojito, ma soprattutto sangria, e col caldo che fa non potrebbe essere altrimenti. Musica: palchetti improvvisati da dove viene sparata a tutto volume musica più o meno tradizionale melodico-popolare, fatta per ballare a braccetto, ma con sottofondo dance. Immagina tipo un "Romagna mia" con sotto il tunz-tunz da discoteca: ma è bellissimo eh, altrochè, è divertente e la gente per danzare fino a mattina non si fa tanto pregare. Non ti dico gli italiani che si trovano, con occhiali da sole notturni e vestiti tamarrissimi. Tra quelli, le icone di Sant'Antonio fuori dalle porte e i festoni avanzati da Natale appesi ai fili della corrente, a volte penso che mi sembra di stare quasi più in provincia di Caserta che non a Lisbona. 


La città è in depressione sintomo di recessione, questo non me lo cava dalla mente nessuno; sin da quando son qui l'ho trovata melanconica ed un po' arresa al fado, il destino che incombe. Ma sembra quasi che le forze per tirare fino a mattina ci siano sempre, come se la festa fosse un lusso che ci si può ancora concedere; o, meglio, un sorriso in più, qualcosa che male non può certo far.

martedì 5 giugno 2012

La rivolta di Montreal (Gechi, Canada)

I negoziati fra studenti e governo del Quebec continuano, ma sono a un'impasse. La possibilità di un accordo è lontana. Nel frattempo, ogni sera accadono piccole manifestazioni spontanee di gente che sbatte pentole, ferma il traffico, balla e canta e protesta allegramente. Ci sono anche gli anarcopanda e altre maschere. Per vedere un anarcopanda che abbraccia i poliziotti:
"L'anarchia può essere morbida e coccolona fra le tue braccia" dice l'inno di François Parenteau e Gaetan Troutet




Per giovedì è prevista una "manifestazione nuda" per protestare contro il Grand Prix di Formula 1, un avvenimento "schifoso e indecente", "simbolo della decadenza del neoliberalismo", "sessista e elitario". Tutte le altre varie manifestazioni culturali di Montreal non saranno disturbate dai manifestanti.
Un giornalista scrive: "Avete paura che rovini il turismo? Ma che cacchio vengono a fare i turisti a Montreal? Che vadano a Ville de Quebec." (la città più antica del Nordamerica)
Comunque gli studenti hanno ribadito che l'obiettivo non sarà di impedire alla gente di partecipare al Grand Prix, ma di "distribuire informazioni e quadrati rossi per far sapere ai turisti che sta succedendo qualcosa qui e perché vedono delle manifestazioni alla tivù."
Con l'avvicinarsi dell'estate, gli studenti vogliono mantenere l'impeto della protesta "regionalizzandola", ovvero sperando che quelli che torneranno alle loro famiglie per le vacanze ne diffonderanno il germe in tutto il Quebec. E intanto gli studenti dell'Ontario, che hanno in realtà le tasse universitarie più alte del Canada, cominciano a pensare a un autunno di mobilitazione.


(dal vostro indignato speciale GR)



domenica 3 giugno 2012

Massimo, Battaglia Terme, Italia

Chiedo scusa per l'altra volta, ero andato a fare 7 passi


Il Giubileo di Elisabetta, quello di Lene e quello di Ridley Scott (Barbara, Glasgow)



Due giorni fa sono andata all'ufficio postale della Dumbarton Road per spedire delle cartoline. Mi hanno sporto due quartine di francobolli che ritraggono la Regina Elisabetta II in ben quattro pose, due in bianco e nero, quarantenne a cavallo in occasione del "Trooping the colour" (compleanno ufficiale della Regina) del '67 e cinquantenne sorridente al Giubileo d'Argento del '77, e due a colori, durante la Garter Ceremony del '97, cioè la Cerimonia nella quale vengono insigniti i nuovi Cavalieri dell'Ordine della Giarrettiera, e al Giubileo d'Oro del 2002, completino celeste da cui spunta la gelida manina salutante. Li ho subito messi da parte per regalarli a mio padre, appassionato di una collezione filatelica anch'essa giubilare e me ne sono fatta dare degli altri, altrettanto reali.
Ogni occasione è buona, compreso il Diamond Jubilee della Regina di cui avevo preso atto ufficialmente, per attraversare la strada e andare a festeggiare al Maria's Cafè, un localino così bianco e azzurro che sa di mollette e di bucato. Uno da Maria ci va per un tè, ma soprattutto per quel dolcetto di consistenza aliena che sta sul bancone vicino alla cassa e che lei vende per 40 centesimi di pound, il "Tunnock's teacake" (dal 1890, forse se lo mangiava già la Regina Vittoria da bambina) una pallina composta da un involucro sottile di cioccolato al latte che riveste un'entità bianca soffice che non è meringa, non è marshmellow, non è panna, non è schiuma da barba, non è chewingum, però è buonissima, è un viaggio low-cost tra solido e liquido, il tutto ancorato ad una base di biscotto che invece riporta ad una realtà gustativa ben precisa. Maria, che è la mia seconda amica qui a Glasgow, mi fa capire, come immaginavo, che agli scozzesi non gliene importa granchè di Elisabetta II, a parte a quelli del pub poco più avanti che si chiama "The Windsor Tavern" (mica per altro) e ride scoppiettante, allora interviene Lene, berlinese, da 60 anni a Glasgow sul trono di moglie, madre, sviluppatrice di fotografie e ora nonna di sei nipoti, gli 86 anni meglio portati di tutta l'Europa Occidentale e mia terza amica qui, che dice a Maria di non schierarsi così apertamente visto che ha inaugurato il suo locale da poco e non sai mai con chi hai a che fare - you never know. Maria taglia corto col suo - That's what I "thaeink"! - le vocali di troppo rotolano giù dal bancone e conveniamo tutte e tre che almeno ci sarà il weekend lungo perchè lunedi, grazie al Regno, è stato proclamato giorno di festa nazionale.
Per antitesi alla polverosa atmosfera monarchica la mia serata si è conclusa con la fantascienza più sfrenata e la visione in 3D di "Prometeus" di Ridley Scott, una sorta di prologo di Alien, arrivato 30 anni dopo: non è un Giubileo di Diamante, ma almeno di Perla sì, e per quanto non fosse il mio genere, l'ho trovato davvero spettacolare.