lunedì 23 gennaio 2012

Vanessa,NCL, UK

Pensavo che il blog fosse aggiornato ad un'ora Italiana. Ho pubblicato il mio articolo ieri sera giusto dopo la mezza, ma e' venuto fuori come pubblicato di domenica.
Chiedo scusa se cio' rende l'inizio di settimana un po' confuso!
Ma era gia' il lunedi' qui nel nord east. O forse no?
« Some hae meat and cannot eat.
Some cannot eat that want it:
But we hae meat and we can eat,
Sae let the Lord be thankit.  »

domenica 22 gennaio 2012

Vanessa, Newcastle upon Tyne, Gran Bretagna

Tra due giorni, il 25 di gennaio, si celebra il 'Burns Night' ovvero il compleanno di Robert Burns, celebre forse il piu' dei poeti scozzesi vissuto nel diciottesimo secolo. Cosi' celebre da diventare simbolo nazionale del folklore scozzese in tutto il mondo. 
Qui a Newcastle non siamo in Scozia ma siamo comunque a un' ora e poco piu' di macchina dal confine, e si celebra insieme un desiderio di indipendenza dalla corona, la sua legge e la sua moneta. Gia, anche Newcastle vorrebbe staccarsi e costituirsi citta' stato: Geordie Land. Forse e' proprio per questo motivo che Burns night viene celebrato a piu' non posso nei pub di questa citta'. 
La serata viene celebrata in diversi luoghi pubblici in modo formale e non. Di solito nei pub la grinta e quantita' di whisky che si butta giu', rendono la serata molto informale. Essa pero' ha tre ingredienti che non possono esser di meno per tal notte: Haggis, tatties e neeps, whisky e poesia letta e recitata ad alta voce. 
Per chi non e' comune con la cucina scozzese gli haggis sono..praticamente gli insaccati delle interiora di pecora tradizionalmente bolliti e cucinati nello stomaco dell'animale per circa tre ore..penso pero' che oggi giorno lo cucinano fuori dal povero stomaco. Tatties sono semplicemente pure' di patate e neeps sono delle brassicacea tipo tubero e rape di colore bianco e sapore dolciastro, buonissime e a forma simpatica. http://it.wikipedia.org/wiki/Brassica_napobrassica. C'e' poi come sempre la versione vegetariana con semplicemente un haggis veggie dove ci si mette tanta avena e diverse verdurine grattate con noci. Il piatto sempra povero e triste ma per me e' da leccarsi i miei adorati baffettini e sopratutto nutriente. 
Il Whisky e' ovviamente scozzese e io andro' per un Talisker dall'isola di Sky, il mio preferito.
E poi c'e' la poesia. Ed e' li' che purtroppo io mi fermo. Benche' abbia assistito alla Burns night negli anni passati, la magia della poesia e' ancora impenetrabile. Mi tocca leggere in prosa e la rosa perde i suoi petali. Robert Burns ha scritto principalmente in lingua scozzese, o in dialetto scozzese e caro mio lettore io lo scozzese proprio non lo capisco! Ha un suono armonioso e rotondo e sa di un colore blu ma apparte questo non saprei dirti niente altro. 
I miei amici britannici dicono non ti preoccupare e raccontano delle storie e poesie e canzoni da Burns create. Sara' si un simbolo nazionalista e con questo non ho niente a che fare, specie in questi giorni in cui la Scozia potra' fare un referendum per la propria indipendenza. Ma come Shakespeare e' un mondo di bellezza di tragedie e opere, Burns crea magia nel romanticismo e parla di classi sociali, di gender, di socialismo e musica. E allora via giu' io ci riprovo questo mercoledi' sera: mi ci metto nel pub a leggere anche solo 3 versi di una poesia e vediamo un po' che ne esce fuori. Intanto brindo con uno shot di Talisker e buon fine Gennaio a tutti.

Il lettore, Firenze, Italia

Festeggio la settimana completa. Gusto una fetta al giorno con enorme piacere.  

sabato 21 gennaio 2012

Alessandro, Sundsvall, Svezia

Anche oggi all'ultimo tuffo, mi perdonerá IL Lettore e tutti i lettori, anche oggi é stata una giornata di lavoro.

Dovevo fare solo il turno di mattina invece ho fatto anche il secondo, al pomeriggio..... ma come dire di no a gruppi di bambini dai 4 ai 11 anni che ti guardano, ti studiano, ti sorridono, chiedendoti solo di insegnargli un pó a sciare?
Per me é il lavoro piú bello del mondo!!!
Giovedí una bimba di 4 anni guardandomi con i suoi occhioni grandi mi ha chiesto dolcemente: "Allesandro posso venire con te sullo skilift?", e poi quando salivamo insieme ha cominciato a raccontarmi tutte le cose che per lei hanno maggior importanza..... ed a chiedermi spiegazioni su quello che facevano le persone intorno a noi e perché. I suoi occhi sprizzavano gioia, sorride sempre..... ed il suo sorriso é assolutamente contagioso.
Poi ci sono i piccoli drammi, in genere ad inizio lezione: c'é quello cui devi conquistare la fiducia perché non vuole lasciare la mamma, quello che inizialmente ha paura, e con tutti bisogna inventarsi qualcosa di diverso, un nuovo gioco, un nuovo modo di porsi......
I bambini sono fantastici, raramente fanno quello che fanno per dimostrare qualcosa a qualcuno, a meno che anche questo per loro non sia un gioco...... e quando ruzzolano nella neve...... ridono! A volte si sganasciano letteralmente! Poi si rialzano e sono pronti a ricominciare...... non come molti adulti che pretendono di essere nati perfetti e quando cadono cambiano umore, in peggio s'intende.
Cari i  miei bambini, vi auguro di prendere tutta la vita come adesso prendete lo sci, si cade, ci si rialza....... e si ride.

venerdì 20 gennaio 2012

Christian, Amersfoort, Paesi Bassi

E’ molto silenziosa l’Olanda. Poco rumore per strada, nei caffè, nelle biblioteche. Quando si incontrano negli spazi pubblici le persone parlano piano e restano in silenzio mentre passeggiano nei boschi o nelle campagne. Nei treni esistono perfino delle carrozze dove è d’obbligo il silenzio.
E’ molto silenziosa l’Olanda e per questo è possibile ascoltare voci che provengono da lontano. In questi giorni si sente arrivare un brusio costante da oriente, al di là degli alberi dell’Overijssel e delle colline tedesche, oltre Mosca e gli Urali, a sud del deserto del Gobi. Tra pochi giorni cade il “Capodanno cinese” e oltre duecento milioni di persone sono in viaggio verso le loro famiglie. Dalle metropoli sulla costa, dove abitano, si dirigono verso i loro paesi di origine nell’interno, dove li attende il resto delle loro famiglie. Gridano, ridono, piangono e litigano nelle file interminabili nelle stazioni ferroviarie del Sud-Est, siedono per ore in vagoni dove non c’è alcun obbligo di silenzio, prendono pullman strapieni e camminano per chilometri finché raggiungono le loro case.
E’ un mondo che “noi europei” conosciamo poco e al quale pensiamo solo attraverso i nostri pregiudizi. I cinesi come formiche senza una propria identità, i cinesi come comunità chiusa, i cinesi come individui fraudolenti sempre pronti a rubare i nostri segreti: queste sono le immagini che abbiamo davanti agli occhi quando leggiamo un articolo sulla Cina in un quotidiano.
Negli ultimi anni molti giornalisti e ricercatori hanno però seguito questi migranti nei loro viaggi e hanno parlato con loro. Sono stati pubblicati libri eccezionali, con splendide fotografie di grattacieli e capanne, ragazze sorridenti e uomini pensosi con mani da contadini. Migliaia di storie di vita emergono da quelle immagini, proprio come da un dipinto di Brueghel nel Rijksmuseum di Amsterdam. Guardandole, ascolto le voci di quelle persone e i loro rumori, le loro grida, le loro canzoni.

giovedì 19 gennaio 2012

Silvia. Berlino. Germania.


Skalitzer straße. C'è un imbiss, uno di quei posti un po' precari dove si mangiano cose grasse, unte, decisamente insalubri.
Siamo lì davanti, ci sbirciamo dentro, e dentro c'è una donna anziana. È raro vedere anziani a Berlino. E noi ci diciamo: chissà quante ne ha viste. Avrà visto la seconda guerra mondiale. Avrà visto la divisione di Berlino. Avrà visto chissà quante cose.
Due mesi dopo, al museo di Kreuzberg, passiamo da una foto all'altra. Le didascalie in tedesco, le lotte per la casa, e la lotta alla droga, che non è più allo zoo, ma tutta lì, a Kottbusser Tor, o Kotti, come dicono qua.
E c'è una foto soprattutto, e i nostri occhi si granano, diventano enormi. C'è Skalitzer straße nel 1968, e c'è un imbiss. Montag geschlossen, dice il cartello appeso lì fuori. E c'è una donna con i capelli scuri. Lei è Anni, ci dice la didascalia, e ha aperto quell'imbiss dopo la fine della guerra. Imbiss am Kotti, si chiama così. E da allora ogni giorno, tranne il lunedì, Anni è stata in Skalitzer straße a vendere panini ed è diventata una delle istituzioni di Kreuzberg.
E un giorno Anni fu lì anche per noi, e mangiammo insalata di patate. Le chiedemmo: lei è Anni? Sì, rispose. Chissà quante ne ha viste, avrà visto chissà quante cose, ci dicemmo di nuovo.

mercoledì 18 gennaio 2012

Buon Martin Luther King Day, Italy (Felice, Cambridge, USA)

Quando lunedì sono andato al lavoro, ho trovato il laboratorio con pochissima gente. Bar chiuso, poca frenesia.   Solo una volta sedutomi alla scrivania mi sono accorto che si celebrava la giornata in memoria di Martin Luther King, festa nazionale. Mi sono sentito colpevole di non aver onorato il Dr. King. La scusante è che non lo sapevo. Allora l'ho celebrato a modo mio, pensadoci un pò su. Dr. King è stato una persona molto pragmatica. Aveva bene in mente quali, quanti, come i diritti dei neri americani erano da secoli calpestati. Ci era passato anche lui. Lui non parlava a nome di. Parla prima di tutto per se stesso. Io invece da Italiano, ho spesso ascoltato le trombe dell'ideologia. Del giudizio a priori. Della battaglia di principio utopico e irrealizzabile. Il Dr. King ha così impersonificato (che è disverso da "rappresentare") l'esperienza, la vita, la storia di milioni di afroamericani. E' stata una figura unificante, una sinstesi della vita e soprattuto delle aspettative di molti. Quanto siamo divisi noi Italiani. Sempre più a nostro agio ad essere capi di una banda di paese e mai disposti ad essere i vice-capo della più grande orchestra del mondo. Nei vari "estero" in cui mi è capitato vivere gli italiani erano la comunità meno unita, dilaniata da invidie interne. Anche qui a Boston ci sono 25.000 associazioni di cultura italiana a fronte di 15.000 abitanti italiani. Ma poi è la profondità morale di Martin Luther King che ancora mi colpisce. Quella profondità morale che deriva dall'aver pagato il prezzo della sua battaglia. Dalla fatica. Dalla rinucia. Che non sono sacrifici e sofferenze. Sono la prassi di qualsiasi processo che si ponga un obiettivo da raggiungere. M.L. King non è stato messo a capo di un movimento da una lobby di partito o da qualche conoscente in ansia di sistemare i propri familiari. Buon Martin Luther King Day, Italia!