sabato 6 ottobre 2012

Autunno a Montreal, Quebec (Gechi)


Sto gustando una fetta di pumpkin pie, il dolce alla zucca che si mangia il Giorno del Ringraziamento (maddecheahò), quando Linus aspetta nel suo orto sincero l'arrivo del Grande Cocomero (Great Pumpkin, nell'originale). Qui si festeggia molto prima che negli Usa. Domani la cena di rito, solo che invece di tacchino faccio risotto alla zucca barucca e pollo marinato e arrosto.
Cena moderna di famiglia "estesa", cioè mia figlia, sua madre, il suo partner e un'amica in comune. Nessun problema, siamo molto rodati. Sono appena arrivato a Montreal e non è che conosca gente. Frequento un corso intensivo di massoterapia e ho fatto amicizia con un vietnamita che mi ha portato in una pizzeria napoletana tappezzata di foto di Totò, con camerieri sudamericani e cuochi chissà. Nel cuore di Petite Italie, che un'amica italiana ha definito commovente per il suo anacronismo italofilo.
Intanto ho scoperto che il giardino botanico è un parco immenso e aperto al pubblico, con laghetti, boschi, orti. Si può sgattaiolare senza pagare dentro il giardino cinese o quello zen, nel cui stagno abbiamo visto tantissime carpe, quelle tutte colorate, screziate o dorate, che vengono sopra il pelo d'acqua in cerca di cibo e sembra che vogliano uscire del tutto. Sempre nel parco un mattino ho visto un barboncino che inseguiva una volpe, scena comica da Tom e Jerry.
Ora le foglie si colorano d'autunno e il Québec è veramente bello.

Non ho più tanto tempo per scrivere, studio molto perché è un corso intensivo. In primavera avrò nuove prospettive e arriverà il disgelo. Ora il tempo di costruire e sudare e superare gli ostacoli e le difficoltà di così tanti cambiamenti. Era ora.

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